giovedì 27 luglio 2017

CIMA SCARPACÒ (m. 3.252) Parco dell'Adamello - Val Nambrone - Trento

Tra le cime cosiddette "cime solitarie" del Trentino c'è la selvaggia cima Scarpacò (m. 3.252) un tremila facente parte del grande parco dell'Adamello-Brenta. Purtroppo non trovo nessuno con cui salirci per cui andandoci solo l'escursione diventa ancora più "solitaria". 
Grazie alle preziose relazioni che trovo in rete capisco che può essere alla mia portata. Forse però non ho dato abbastanza peso quando qualche blogger parla della "infame pietraia" e delle "difficoltà di orientamento". Queste saranno per me le due vere prove relative a questa escursione che per panorami, orizzonti e sguardo a 360° non è seconda ad altre (vedi video).
Come sempre allego una certa quantità di foto per coloro che volessero salirci e mettere la loro firma nel nuovo libro di vetta dove si evince che dall'agosto 2016 sono salite si e no 15 persone.


Punto di partenza è il grande parcheggio del Rif. Cornisello (m. 2.085) che è già una splendida balconata verso il complesso delle Dolomiti di Brenta e la cima della Presanella.

Le Dolomiti di Brenta.

Verso la Presanella.

La strada che sale al Rif. Cornisello. Sullo sfondo la cuspide della Presanella (m. 3.558).

Più in basso il lago di Cornisello inferiore (m. 2072) con la strada che inizia l'escursione.






Lago Cornisello inferiore (m. 2.072).






La Presanella (m. 3.558) a destra e a sinistra il monte Nero (m. 3.344) a sinistra.



Lago Cornisello superiore (m. 2.108). Si deve percorrere tutto il lato sinistro del lago.





L'imbocco del sentiero n. 216 che sale al Lago Scarpacò (m. 2.472).


Sempre il Lago Cornisello superiore (m. 2.108). 


L'inizio del sentiero n. 239 che sale al Lago Vedretta (m. 2.612)


Il Lago Cornisello superiore salendo il sentiero n. 239.



La Presanella salendo verso il Lago Vedretta.



Il Lago Cornisello superiore e sullo sfondo il Brenta.


Una zummata su Bocchetta Due Denti del Brenta e a destra Cima S.U.S.A.T.



Il Lago Nero (m. 2.233).

Salendo al Lago Vedretta sul sentiero n. 239.

Si intravvede l'anticima del Monte Scarpacò.



Il Lago Vedretta (m. 2.612)

Sulla destra Cima Scarpacò.



Dal Lago Vedretta si deve risalire sul lato opposto in direzione nord.











Per la salita dal Lago Vedretta non c'è un sentiero ufficiale ma solo alcuni vecchi bolli rossi e degli ometti in pietra.


Il Lago Vedretta risalendo il fianco nord.


Bolli rossi e ometti sono sufficienti per salire ben orientati.



Cima Presanella.





Saliti dal Lago Vedretta si arriva ad una sella a m. 2.848 che non ha nome.

Dalla sella (m. 2.848) si piega verso sinistra e inizia una leggera risalita tra gli infami massi di granito guidata da sporadici ometti che purtroppo spesso di mimetizzano nella pietraia senza fine. Purtroppo non ci sono più i bolli rossi e l'orientamento inizia ad essere difficoltoso.

Procedo lentamente per il non agevole muoversi tra i massi e la difficoltà di orientamento.

Si passa a destra di questo spuntone roccioso.

A destra si vedono i Corni di Venezia.

Alle mie spalle la sella da cui solo salito.

Lontano a destra montagne austriache: il Grossglockner?


In direzione del Passo delle Marmotte davanti a me ben visibile l'anticima di Cima Scarpacò e sulla destra due laghetti.

Due laghetti nel fondo valle guardando a destra dal passo delle Marmotte (m. 2.869).

Un esempio di ometti nei pressi di passo delle Marmotte (m. 2.897). Davanti a me la salita da compiere. Si deve puntare verso la cima.

Procedere su queste infami pietre è faticoso e dovendo cercare passo dopo passo con gli occhi gli ometti davanti a me diventa anche un procedere lento.

Dietro le mie spalle mentre salgo.

Ai piedi dell'anticima del monte Scarpacò.

Si aggira la cresta del Scarpacò a mezzacosta dalla parte sinistra di chi sale. Anche qui non è facile individuare gli ometti e spesso si procede ad intuito.

La pietraia da cui si sale e in basso il Lago Vedretta.

I Corni di Venezia.

Verso sud la Cima Presanella.

Cima Cornisello e Vedretta Cornisello.

Ecco dall'alto del crinale il ripido canalone di terra e ghiaie che si deve risalire andando verso destra dopo aver attraversato a mezza costa la sinistra del monte Scarpacò.

Ecco il crinale sommitale e l'ultimo tratto prima della cima.

Verso la cima.

La pietra di vetta.

Davanti a me: Cima Denza, Cima D'Amola e Cima Presanella.

Le Dolomiti di Brenta e il crinale di salita. In basso il Lago Nero e il Rifugio Cernisello.

Cima Cornisello e la Vedretta Cornisello.

Torri dei Quattro Cantoni (m. 3.162)


Vedretta Presanella.


Passo del Tonale

Verso la Val Vermiglio.


Cima Palù (m. 3.013) e sotto la Val di Bon.

La Val di Bon.

La Val di Sole.

La Val di Sole.

Il crinale di salita.

Capanna Presena (m. 2.738).

Monte Cercen (m. 3.280) e Cima Busazza (m. 3.326).

Cima Presanella e Cima Vermiglio.

Verso le Dolomiti di Brenta.


Autoscatto in vetta.



Il nuovo libro di vetta.


La Val di Bon.




Cima Denza, Cima Vedretta Nera, Cima D'Amola, Cima Presanella.

In primo piano Cima Denza.

Inizio la lunga discesa.

Il canalone di salita e discesa: forse più impegnativo in salita.


L'uscita in basso del canalone.


Il rientro verso i laghetti di fondovalle.

Verso Passo delle Marmotte.



La sella dove inizia la discesa verso il Lago Vedretta.

Verso la cima Scarpacò dalla sella che scende al Lago Vedretta.


Rientro per il sentiero da cui sono salito.

Lago Vedretta.



I Laghi di Cernisello.


Il Rifugio Cernisello.
















I km percorsi sono 16,47.

Il dislivello totale m. 1361.

Capre al pascolo scendendo in Val Nambrone.

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