lunedì 16 ottobre 2017

CIMA D'ASTA (m. 2.847)

Con Rino avevamo programmato di salire sul Sasso Largo (m. 2.551), una cima secondaria del gruppo di Cima d'Asta, ma incoraggiati dalla bellissima giornata abbiamo cambiato programma puntando alla stessa Cima D'Asta.
Nonostante l'altezza non eccessiva (2.847m) la Cima D'Asta offre un panorama di vetta d'alta quota. Infatti verso sud le montagne degradano rapidamente verso la pianura veneta (ben visibile è il Monte Grappa); verso nord il vicino gruppo Lagorai fa da corona a Cima D'Asta e comunque non raggiunge quote tali da impedire la vista del panorama fino ai ghiaccai del confine italo-austriaco. Verso ovest si vede l'Altopiano di Asiago e più a nord svettano i perenni ghiaccai dell'Adamello-Presanella con le pareti del gruppo del Brenta. Infine verso est lo sguardo raggiunge tutte le famose dolomiti dal Sassolino alla Marmolada, dalle Tofane al Cristallo, dalle vicine Pale di S. Martino alle Vette Feltrine.
E' stata una giornata da incorniciare in tutti i sensi e come sempre lascio che siano le immagini a parlare.


Presso Malga Sorgazza (m. 1.450)


La diga di Malga Sorgazza.





Sulla strada forestale n. 327.


La stazione a valle della teleferica Brusà.

In alto Cima D'Asta.

A quota m. 1650 - presso la stazione a valle della teleferica del rifugio O. Brentari - dei cartelli segnalano che il sentiero n. 327 abbandona la stradina (che salirebbe alla forc. Magna) e attraverso un suggestivo tratto fra ruscelli gorgoglianti e rigogliose piccole radure fra i radi lariceti, si dirige verso nord-est nell'ampio vallone che scende dal rifugio.









Bualon di Cima D'Asta (m. 2000)



Il "Trodo dei Aseni" (n. 327b) è una alternativa per gli escursionisti meno avezzi a camminare su rocce inclinate, mentre per chi non ha problemi di questo tipo sarà sicuramente più divertente percorrere il sentiero n. 327 che si inerpica "per i Lastoni".

Le Laste di Cima D'Asta.




Il punto di ricongiungimento dei sentieri n. 327 e 327b.




Il lago ai piedi di Cima D'Asta (m. 2.450)



La parete di Cima D'Asta.





Il rinnovato rif. Ottone Brentari.

Dal rifugio l'escursione prosegue ora verso est sul segnavia n. 364 che con un po' di fatica a causa dei frequenti gradoni rocciosi, conduce in circa 30 minuti alla "Forzeleta" (m. 2.680), unico passaggio accessibile escursionisticamente sulla cresta sud-est della Cima d' Asta.







Il Gruppo dell'Adamello visto dal rif. Brentari.


Alcune pecore presso il rif. Brentari.


Il rif. Brentari salendo verso forcella "Forzeleta".










La vista verso est da forcella "Forzeleta"

Le Pale di S. Martino

La Marmolada

Il Piz Boè.

Il Sassolungo

Da forcella "Forzerete" si scende di circa 50 m. per un sentiero attrezzato.





Sotto forcella "Forzeleta".

Il Vallon di Cima d'Asta, ingombro di grossi massi. Da qui si punta verso nord.

La cima in direzione nord.

A quota m. 2.680 circa la segnaletica  segnala verso nord il proseguimento della traccia con la denominazione "sentiero Col del Vento": va ignorata per salire ripidamente a sinistra in direzione ovest.

Sfruttando, ove ancora intatte, le scalinate di roccia della guerra si rimonta la dorsale est fino alla cima d'Asta.




In prossimità della cima.






La croce di Cima d'Asta (m. 2.847)

Verso nord

Verso nord-est.

Verso est.

Verso sud-est.

Verso nord-ovest


Verso sud-ovest.


Verso nord: sotto la catena dei Lagorai.


Le Pale di San Martino


In lontananza l'Adamello e il Brenta.


Verso sud.




Il dislivello da malga Sorgazza alla cima: m. 1457.


Il Passetto e il Sasso Stretto

Verso il Bualon di Cima D'Asta.




Verso l'Ortles.

L'Adamello

L'Ortles.




Verso sud: sullo sfondo il Monte Grappa.





Inizia la discesa.


Sul tratto attrezzato che risale alla Forzeleta.




Dalla Forzeleta verso il Bualon.





Il rif. Ottone Brentari

Una pernice.




Il rifugio, il lago e Cima D'Asta.



Il versante di salita alla cima.

Le Laste di Cima D'Asta.















Le Laste e la Cima D'Asta.


Il cimitero di guerra presso Malga Sorgazza.

Percorsi km. 16,63.

Dislivello complessivo m. 1496.